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Gli obblighi dell’amministratore sul tema privacy

Gli obblighi dell’amministratore sul tema privacy

Il Decreto legislativo 30 Giugno 2003 n°196, in materia di Privacy, regolamenta la riservatezza dei dati personali in Italia.

L’articolo 1 della norma afferma che: “Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano”.

Su questo assioma di fondo il sistema normativo prevede una serie di cautele, che vengono imposte nel caso in cui si gestiscano dati personali, anche sensibili, di un terzo. Il primo elemento di cautela è dato dal consenso dell’interessato. La norma prevede una sua partecipazione attiva nella gestione dei dati, consentendogli la facoltà di interagire direttamente con la parte implicata nel trattamento dei medesimi, con la possibilità di opporsi.

Sono previsti inoltre determinati casi in cui il trattamento dei dati personali può essere effettuato senza il consenso dell’interessato. L’articolo 24 del Codice della Privacy nello specifico afferma che: “Il consenso non è richiesto, oltre che nei casi previsti nella Parte II, quando il trattamento: A) è necessario per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria […]”

In ambito di amministrazione condominiale, il trattamento dei dati personali, deroga parzialmente al citato punto A dell’art. 24: nello specifico per quanto riguarda il trattamento dei dati inerenti al codice fiscale e alla residenza o domicilio dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, oltre ai dati catastali di ciascuna unità immobiliare. La questione è opinabile invece per quanto riguarda i recapiti telefonici dei condomini non pubblicati in elenchi aperti a terzi e gli indirizzi di posta elettronica.

La modifica della normativa sulla privacy apportata dal Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo del 27 aprile 2016, entrato in vigore il 24 maggio 2016 e direttamente applicabile in tutti gli stati membri a partire dal 25 maggio 2018, non ha modificato i principi generali a cui attenersi.

L’articolo 6 del nuovo regolamento, infatti, ritiene che “1. Il trattamento è lecito solo se e nella misura in cui ricorre almeno una delle seguenti condizioni: […] c) il trattamento è necessario per adempiere un obbligo legale al quale è soggetto il titolare del trattamento.”

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