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L’invio di pubblicità ai condomini da parte degli avvocati

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L’avvocato che pubblicizza il proprio studio e le proprie prestazioni professionali tramite la distribuzione di volantini in un condominio, sta infrangendo il divieto di accaparramento della clientela, che vige per tutti gli avvocati e che prevede in caso di violazione una sanzione deontologica.

La pubblicità informativa non deve ledere la dignità e il decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato e in particolare quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale.

Questo principio è stato sancito nella sentenza n. 203 del 2017 dal Consiglio Nazionale Forense, in merito ad un ricorso presentato da un avvocato sanzionato dal competente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, per il mancato rispetto del divieto di accaparramento della clientela, fissato dal Codice Deontologico.

L’avvocato destinatario del provvedimento aveva distribuito ad un numero indeterminato di soggetti, una brochure pubblicitaria dello studio, con specifico riferimento all’attività legale e a tutte le prestazioni professionali che svolgeva, e una lettera di accompagnamento.

A seguito di questo episodio, il Consiglio Nazionale Forense, ritenne che sussistesse la violazione di cui all’articolo 37 del Codice Deontologico riguardante il divieto di accaparramento di clientela, avendo l’avvocato distribuito dei plichi contenenti lettere e brochure, in un complesso condominiale composto da circa cento unità. La commissione inoltre ritenne che: “trattandosi di fattispecie limitata ad un unico evento e circoscritta in un contesto condominiale potesse ritenersi di lieve entità e quindi fosse meritevole di essere sanzionata in modo attenuato con l’avvertimento”, anziché con l’attuazione della censura.

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