Blog

Condomini non convocati in assemblea, gli amministratori di condominio, secondo la corte di cassazione, non sono colpevoli.

Amministratori di condominio esenti da colpe se condomini non convocati in assemblea

Condomini non convocati

Condomini non convocati in assemblea, gli amministratori di condominio, secondo la corte di cassazione, non sono colpevoli.

Tale responsabilità è propria invece del presidente di assemblea il quale dovrà assicurarsi che la richiesta di convocazione giunga a tutti e che tutti abbiano pari opportunità di partecipare alle riunioni condominiali.

La cassazione si è espressa in tal senso con la sentenza 29878 del 18 novembre scorso, sentenza nella quale ha respinto la richiesta di condanna dell’ex amministratore di condominio avanzata dal condominio stesso a seguito di alcune richieste di risarcimento avanzate da un condomino non convocato in fase di delibera.

Il condominio ha denunciato l’amministratore per ricevere un risarcimento delle spese giudiziarie, ma i giudici di cassazione si sono espressi a favore di quest’ultimo, appunto confermando che la responsabilità della convocazione non è dell’amministratore.

La sentenza è passata in primo e secondo grado a favore del condominio, secondo infatti, l’articolo 1136, comma 6, del Codice civile :«l’assemblea non può deliberare, se non consta che tutti gli aventi diritto sono stati regolarmente convocati». Ma questo compito, secondo i giudici, spetta per legge all’amministratore, in adempimento del mandato ricevuto.

I giudici di cassazione però hanno completamente ribaltato le due sentenze precedenti, ribadendo come da codice civile che è compito del presidente dell’assemblea controllare che tutti i condomini siano stati invitati, ed è sempre compito di quest’ultimo accertarsi che le delibere assembleari siano legittime o meno a seconda della partecipazione all’assemblea e dell’avvenuto invito di tutti i condomini.

Accolto dunque il ricorso da parte dell’amministratore di condominio dai giudici di cassazione, adesso la sentenza passa alla corte di appello.

Questa decisione ovviamente mette in luce un aspetto fondamentale della gestione condominiale, come l’importante funzione del presidente di assemblea quale organo di controllo del corretto meccanismo di convocazione e di delibera assembleare.

Ma a quale norma fa riferimento la corte d’appello?

L’articolo 1136. comma 6, del Codice civile «l’assemblea non può deliberare, se non consta che tutti gli aventi diritto sono stati regolarmente convocati». Quindi la Cassazione ha ribadito che : «L’assemblea non può deliberare, se non costa che tutti i condomini sono stati invitati alla riunione».

Seguendo tale disposizione alla corte di Cassazione appare evidente è compito dell’assemblea, per cui del suo presidente, controllare le convocazioni e darne atto nel verbale, sulla base di un elenco di aventi diritto alla riunione e alla delibera appunto fornito dall’amministratore.

Applicando queste disposizioni, la Cassazione chiarisce che è compito dell’assemblea – e per essa del suo presidente – controllare la regolarità degli di avvisi di convocazione e darne conto nel verbale, sulla base dell’elenco degli aventi diritto a partecipare alla riunione eventualmente fornito dall’amministratore.