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Art 1102 cc diritto all’uso della cosa comune in condominio

art 1102 cc

Art 1102 cc in relazione al diritto di ogni condomino di utilizzare beni comuni: come funziona effettivamente questo diritto? E’ limitabile?

Il diritto di utilizzo del bene comune per un condominio è senza dubbio limitabile ma solo per alcuni aspetti:

  • Se è stato previsto nel primo atto d’acquisto
  • Se è presente nota nel regolamento condominiale ed è di origine contrattuale

La disciplina dei beni ad uso comune spetta all’assemblea condominiale e da questa non è possibile imporre limiti ad personam se non sorretti da concreto contatto o discussi in fase di acquisto.

L’assemblea condominiale può esprimersi in relazione all’uso proprio del bene comune (ad esempio parcheggi condominiali ) oppure sull’uso alternativo del bene comune (ad esempio utilizzo della terrazza per feste private)

Questa tipologia di delibera è sostenuta dall’articolo 1102 cc in materia di utilizzo di beni comuni.

In merito all’articolo 1102 cc si legge

“”Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa.

Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso”.

 

Tale articolo è da considerarsi come disposizione derogabile, ovvero una norma che non contiene precetto imperativo ma che può essere derogata dai privati.

In pratica, il legislatore suggerisce quella che in base all’esperienza giuridica del passato, sarebbe la migliore regolamentazione di un dato rapporto giuridico, ma non vieta ai singoli soggetti di regolarlo diversamente se, di comune accordo, ritengono che sia più opportuno per loro.

Chi ha il compito di controllare che quanto sancito nell’art 1102 cc , venga rispettato?

Solitamente il giudice, chiamato a decidere sulla causa nel merito.