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Come diventare amministratore di condominio?

amministratore di condominio

Diventare amministratore di condominio, tutto quello che devi sapere per entrare nel difficile mondo dell’amministrazione condominiale.

Essere amministratore di un condominio comporta una serie di responsabilità. Ciò spiega perché la legge richieda il possesso di determinati requisiti per assumere l’incarico di amministratore condominiale. Non sempre però è stato così. Infatti, prima della riforma del condominio di cui alla Legge 220/2012, l’amministratore di condominio era assimilato al mandatario e pertanto si riteneva sufficiente la maggiore età per poter essere accedere alla carica. La Legge 220/2012 ha poi introdotto l’art. 71 bis nel corpo delle disposizioni di attuazione del codice civile, in virtù del quale possono svolgere l’incarico di amministratore di condominio coloro che:

  1. hanno il godimento dei diritti civili;
  2. non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;
  3. non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;
  4. non sono interdetti o inabilitati;
  5. non sono iscritti nel registro dei protesti cambiari;
  6. hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;
  7. hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgano attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.

La modifica normativa, entrata in vigore il 18 giugno 2013, ha dunque subordinato l’assunzione dell’incarico di amministratore condominiale al possesso di requisiti di onorabilità [lett. a), b), c), d), e)] e professionalità [lett. f) e g)] specificando altresì che:

  • i requisiti di onorabilità sono cumulativi, di modo che la perdita di uno soltanto di essi comporta cessazione automatica dall’incarico;
  • i requisiti di professionalità non sono necessari quando l’amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile e quando sia stata svolta attività di amministrazione condominiale per almeno un anno nell’arco dei tre anni precedenti l’entrata in vigore dell’art. 71 bis.

Più semplice, quindi, è diventare amministratori quando si è proprietari di un’unità immobiliare del condominio da amministrare, non essendo richiesto né il possesso di diploma di scuola superiore di secondo grado né la frequenza di alcun corso di formazione.  In realtà sui requisiti di professionalità si è molto discusso, dal momento che la riforma del 2012 nulla disponeva in merito ai corsi di formazione iniziale e periodica oltre alla obbligatorietà della frequenza.

Per ovviare alla lacuna normativa è intervenuto il D.M. 140/2014, intitolato “Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità per la formazione degli amministratori di condominio nonché dei corsi di formazione per gli amministratori condominiali”. La normativa regolamentare, per quanto non ritenuta da tutti esaustiva e completa, ha ad oggetto:

  1. i criteri, le modalita’ e i contenuti dei corsi di formazione e di aggiornamento obbligatori per gli amministratori condominiali;
  2. i requisiti del formatore e del responsabile scientifico.

Resta da capire se siano validi i corsi di formazione iniziale e periodica frequentati nel periodo intercorrente tra l’entrata in vigore dell’art. 71 bis disp. att. c.c. e l’entrata in vigore del decreto ministeriale. La risposta che considera regolari quei corsi – in assenza di disciplina di regolamentazione – appare la soluzione più seguita.