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Definizione giuridica di pergolato e tettoia

pergolato

La Sent. C. Cass. pen. 23/05/2018, n. 23183 ha dato una chiara definizione di pergolato: “si intende per pergolato una struttura aperta sia nei lati esterni che nella parte superiore, realizzata con materiali leggeri, senza fondazioni, di modeste dimensioni e di facile rimozione, la cui finalità è quella di creare ombra mediante piante rampicanti o teli cui offrono sostegno”.

Questa sentenza deriva da una causa riguardante un intervento edilizio eseguito in assenza dei necessari titoli abilitativi, nello specifico un fabbricato, in zona sismica e soggetta a vincolo paesaggistico, è stato frazionato in due appartamenti indipendenti, sono stati realizzati più manufatti (pensiline, deposito, ripostiglio, pollaio, pergolato, baracca) ed è stata pavimentata e sistemata la corte esterna.

Durante il processo, la Suprema Corte ha definito anche la differenza strutturale tra “pergolato” e “tettoia”: “la diversità strutturale delle due opere è rilevabile dal fatto che, mentre il pergolato costituisce una struttura aperta sia nei lati esterni che nella parte superiore ed è destinato a creare ombra, la tettoia può essere utilizzata anche come riparo ed aumenta l’abitabilità dell’immobile “. Una tettoia quindi necessita del permesso di costruzione, salvo i casi in cui la struttura sia di natura precaria o pertinenziale dell’intervento.

La sentenza, infine, ha ribadito in via generale, con riferimento al regime dei titoli abilitativi edilizi, che l’opera deve essere “apprezzata unitariamente nel suo complesso, senza che sia consentito scindere e considerare separatamente i suoi singoli componenti e ciò ancor più nel caso di interventi su preesistente opera abusiva”.

A questo link potete consultare la sentenza completa.

 

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