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Dal 1° gennaio la fatturazione elettronica diventa obbligatoria. Cosa cambia per il condominio?

Fatturazione elettronica: cosa cambia per il condominio

Fatturazione elettronica: cosa cambia per il condominio

Dal 1° gennaio la fatturazione elettronica diventa obbligatoria per tutte le operazioni B2B (tra soggetti passivi) e B2C (da un soggetto passivo a un consumatore finale). Restano al momento esclusi dal cambio normativo i soggetti passivi che rientrano in regime di vantaggio, chi applica il regime forfetario, i piccoli produttori agricoli, e tutti i soggetti non residenti in territorio italiano.

La normativa attuale, che resta in vigore fino al 31/12, è contenuta nel DPR 633/72, che all’art. 21 formalizza gli elementi obbligatori per ogni fattura, stabilendo tra l’altro che debba essere emessa al momento dell’effettuazione dell’operazione, in due esemplari

Cosa cambia per il Condominio

Poiché il condomino, ai fini della normativa Iva, è considerato un consumatore finale, ogni suo fornitore è tenuto alla emissione della fattura elettronica. Viceversa, in quanto consumatore finale, non ha invece l’obbligo di comunicare alcun indirizzo telematico: il fornitore dovrà quindi rilasciare al condomino cliente, una copia cartacea della fattura già inviata al SdI, oltre alla relativa comunicazione circa la possibilità di scaricare l’originale nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate

Come funziona

La fattura elettronica non è un’immagine, file o elaborato cartaceo, ma un file digitale in formato XML, non modificabile.

Dovrà quindi essere necessariamente predisposta con un supporto informatico e un software che permetta la compilazione in formato XML, e trasmessa elettronicamente al SdI (sistema di interscambio). Questa trasmissione sostituisce la spedizione al cliente: dal 1° gennaio il Sistema di Interscambio diventa l’unica modalità di trasmissione concessa: la fattura che non venga trasmessa tramite SdI, si considera non emessa.

Invio telematico

L’elemento fondamentale per il corretto invio della fattura elettronica, è l’indirizzo telematico del cliente: l’indirizzo PEC o il codice destinatario. Nel caso in cui il cliente rientri nelle categorie esentate dalla fatturazione elettronica, o sia un consumatore finale, o più semplicemente non abbia comunicato il proprio indirizzo telematico, il fornitore dovrà comunque consegnare al cliente una copia cartacea della fattura inviata al SdI. L’originale sarà poi scaricabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate in apposita area riservata.

La funzione del SdI

SdI effettua controlli formali sul file ricevuto, per verificare i dati obbligatori. Nel caso la fattura sia corretta, il Sistema procede all’invio al cliente e invia ricevuta di consegna al fornitore. Per entrambi, sarà sempre possibile scaricare un duplicato della fattura nelle rispettive aree riservate nel sito dell’Agenzia delle Entrate, cosi come nel caso in cui l’indirizzo telematico risultasse assente o errato: in questo caso il fornitore riceverà la ricevuta che attesta l’impossibilità di consegna, e sarà tenuto a darne comunicazione al cliente, in modo da consentirgli di scaricare la fattura. La detraibilità IVA è infatti subordinata all’effettiva visualizzazione della fattura da parte del cliente.

Nel caso i controlli SdI diano esito negativo, la fattura si considera non emessa. Il fornitore riceverà in questo ricevuta di scarto, con indicazione dei motivi. Il fornitore potrà quindi procedere alla correzione dell’errore e riproporre l’invio, con analoga data e numero di emissione della fattura rigettata.

Per quanto riguarda la gestione del ciclo passivo, come già visto, SdI consegna la fattura elettronica all’indirizzo telematico presente nella fattura, quindi casella PEC o codice destinatario. E’ possibile ricevere la fattura direttamente oppure incaricare un intermediario o un provider che offre servizi specifici. SdI consegna all’indirizzo telematico che legge in fattura, indipendentemente se questo sia direttamente riconducibili al cliente o meno l’unico adempimento necessario è la comunicazione ai fornitori di questi dati: indirizzo telematico, partita IVA, dati anagrafici. In alternativa, tutti gli operatori possono registrare preventivamente presso SdI l’indirizzo telematico dove desiderano ricevere di default tutte le loro fatture

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