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Posti auto insufficienti: è possibile prevedere una turnazione?

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Quando i posti auto del condominio sono insufficienti per tutti i condomini, è possibile prevedere una turnazione?

La risposta è affermativa, infatti quando per sua natura il bene comune non è suscettibile di godimento simultaneo da parte di tutti i condòmini, l’assemblea ha facoltà di deliberare una turnazione tra tutti gli aventi diritto, senza dovere interpellare il Giudice di legittimità.

Questo principio è stato affermato anche dall’ordinanza n. 26630, pubblicata in data 22 ottobre 2018, dalla Corte di Cassazione: una condomina impugnava la delibera assembleare con la quale il condominio, a causa dell’insufficienza dei parcheggi esistenti nel cortile condominiale, a maggioranza ne aveva previsto l’utilizzo turnario tra tutti i condòmini, in relazione ai rispettivi millesimi di proprietà.

Secondo la condomina, questa situazione era penalizzante, in quanto, in base ai millesimi detenuti, la stessa avrebbe potuto utilizzare il parcheggio per poche settimane all’anno.

Il Giudice di pace di Genova, all’esito dell’istruttoria, dichiarava nulla l’impugnata delibera per eccesso di potere dell’assemblea, in quanto la deliberazione dell’assemblea condominiale non violava l’art. 1102 Cc, consentendo l’utilizzo del parcheggio a tutti i condòmini.

La condomina ricorreva in Cassazione, proponendo nel ricorso quattro motivi, tra cui la violazione degli artt. 1102 e 1130 Cc. La Suprema Corte evidenziava come la ricorrente non avesse specificato i motivi di ricorso avverso l’uso turnario del bene e, in particolare, come la stessa non avesse affatto dimostrato il pregiudizio subito, ma neppure l’ipotetico irragionevole vantaggio in favore degli altri condòmini.

In assenza di una tale deduzione, la Corte riteneva di non poter “in alcun modo sindacare il merito della deliberazione assembleare: infatti “Se la natura di un bene immobile oggetto di comunione non ne permette un simultaneo godimento da parte di tutti i comproprietari, l’uso comune può realizzarsi o in maniera indiretta oppure mediante avvicendamento con un uso turnario da parte dei comproprietari; è, peraltro, estranea al sindacato proprio della Corte di cassazione ogni rivalutazione dell’opportunità della deliberazione dell’uso turnario della cosa comune, risultando essa fondata su dati ed apprezzamenti di fatto rivolti alla realizzazione degli interessi comuni ed alla buona gestione dell’amministrazione” (Cass. Sez. 2, Sentenza n.29747 del 12/12/2017, Rv.646544).».

La Corte riteneva inoltre che l’assemblea non avesse affatto violato gli artt. 1102 e 1130 Cc, in considerazione del fatto che «La delibera assembleare che, in considerazione dell’insufficienza dei posti auto compresi nel garage comune in rapporto al numero dei condomini, preveda il godimento turnario del bene e vieti ai singoli partecipanti di occupare gli spazi ad essi non assegnati, anche se gli aventi diritto non occupino in quel momento l’area di parcheggio loro riservata, non si pone in contrasto con l’art.1102 c. c., ma costituisce corretto esercizio del potere di regolamentazione dell’uso della cosa comune da parte dell’assemblea.

Né la volontà collettiva espressa in assemblea, la quale, preso atto dell’impossibilità del simultaneo godimento in favore di tutti i comproprietari, escluda l’utilizzazione, da parte degli altri condomini, degli spazi adibiti a parcheggio eventualmente lasciati liberi dai soggetti che beneficiano del turno, neppure comporta una violazione dell’art.1138 c. c., in quanto non impedisce il godimento individuale del bene comune, ed evita, piuttosto, che, attraverso un uso più intenso da parte di singoli condomini, venga meno, per i restanti, la possibilità di godere pienamente e liberamente della cosa durante i rispettivi turni, senza subire alcuna interferenza esterna, tale da negare l’avvicendamento nel godimento o da indurre all’incertezza del suo avverarsi” (Cass. Sez. 2, Sentenza n.12485 del 19/07/2012, Rv.623462).».

In conclusione, quindi, il ricorso è stato rigettato e la ricorrente condannata a rimborsare le spese del giudizio di legittimità.

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