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In arrivo il primo Codice di condotta per la Privacy in ambito condominiale

privacy in ambito condominiale

Il GDPR deve essere applicato rigidamente anche in condominio e gli studi di amministrazione devono provvedere ad un’adeguata protezione dei dati sensibili.

Il progetto per il primo Codice di condotta sul trattamento dei dati personali in ambito condominiale, nasce su iniziativa di alcune associazioni di amministratori, per la corretta applicazione del Regolamento Ue n. 679 del 2016 e un’adeguata protezione dei dati sensibili negli studi di amministrazione.

Il Codice di condotta sulla privacy nel condominio punta al riconoscimento, tra le numerose realtà interessate, delle certificazioni del modello di gestione: lo scopo è quello di creare un meccanismo equiparabile ad un processo di certificazione di qualità. Il sistema disegnato dal nuovo Codice vuole coinvolgere e rendere partecipi del sistema stesso, oltre gli studi professionali, anche le autorità di controllo e le associazioni che rappresentano i titolari o responsabili del trattamento dei dati personali.

L’amministratore condominiale svolge numerose mansioni ed ha compiti sempre più complessi, che spaziano dalla contabilità condominiale, all’urbanistica, al fisco, all’efficienza energetica, alla gestione del conflitto e molto altro.

L’amministratore è obbligato a tenere un registro delle attività di trattamento dei dati personali: questo documento contiene le linee guida sulle attività che l’amministratore compie nel proprio esercizio, allo scopo di meglio tutelare i diritti dei soggetti interessati e di garantire l’alta professionalità dell’amministratore stesso.

Il Codice di condotta per la privacy degli studi di amministrazione condominiale prevede anche la necessità di revisione periodica e l’obbligo di formazione dei professionisti. Si tratta di un testo in evoluzione, allo scopo di migliorare nel tempo la gestione dei dati personali.

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