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I ransomware colpiscono anche gli amministratori di condominio

I ransomware colpiscono anche gli amministratori di condominio

Sono numerosi gli studi di amministrazione immobiliare e condominiale che sono caduti nelle trappole degli hacker, attraverso finte pagine web o software dannosi. La minaccia da parte del cyber crimine è reale e seria, tanto che anche il Garante della Privacy ha messo in guardia i possibili destinatari di attacchi informatici. E il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato una pagina informativa con alcune regole basilari per conoscere meglio il malware ransomware. Questo tipo di virus riesce a bloccare o a criptare tutti i dati all’interno del computer, dello smartphone e in generale di tutti i dispositivi informatici. Lo scopo di questo malware è quello di richiedere un riscatto al proprietario del dispositivo per restituirgli l’accesso ai dati. Spesso il pagamento è chiesto in bitcoin, la valuta virtuale che permette il completo anonimato.

I ransomware si diffondono in diversi modi, ma soprattutto tramite email che sembrano affidabili, provenienti da soggetti conosciuti, come gestori di servizi, corrieri, operatori telefonici. In questo modo la persona che riceve la mail è indotta a leggerla e ad aprire i file allegati o cliccare sui link o banner presenti. Facendo questo, senza nemmeno accorgersene, l’utente scarica molto spesso un file .exe che installa automaticamente il virus sul proprio dispositivo. A questo punto il ransomware infetta anche altri utenti entrando nella rubrica dei contatti del computer infettato, e invia a tutti la stessa mail con i file dannosi.

Per proteggersi da questi attacchi è importante aver installato un buon antivirus. Ma questo da solo non basta. Occorre informarsi e porre attenzione alle mail che arrivano e agli allegati: controllare bene la mail del mittente e non cliccare su link sospetti.

Per evitare di perdere tutti i propri dati è indispensabile in ogni caso fare dei periodici backup e in caso di infezione, formattare il dispositivo in tranquillità per poterlo sbloccare.

Nel caso in cui si venga infettati da un ransomware, pagare il riscatto non è mai la soluzione più facile e veloce. Infatti non c’è garanzia che l’hacker, una volta ricevuto il pagamento, sblocchi effettivamente il dispositivo. Per di più si corre il rischio di finire nelle liste dei “buoni pagatori” e quindi diventare un bersaglio facile per successivi attacchi.

In questi casi è sempre preferibile rivolgersi ad esperti del settore per sbloccare il dispositivo, e denunciare l’attacco alla Polizia Postale per prevenire ulteriori truffe.

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