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Responsabilità penale per gli amministratori senza aggiornamento professionale

Responsabilità penale per gli amministratori senza aggiornamento professionale

Con la riforma dell’istituto del condominio è stato introdotto l’obbligo di formazione ed aggiornamento continuativo degli amministratori. La mancata formazione periodica e quindi la violazione di tali obblighi, può comportare per il professionista la revoca giudiziale dell’incarico, causa grave irregolarità.

Nello specifico è prevista la sanzione di nullità, sia per l’atto di nomina (delibera assembleare), sia per la successiva attività posta in essere dal professionista non aggiornato (conclusione ed esecuzione contratti): in entrambi i casi i documenti generati dall’amministratore non producono effetti giuridici.

Il condominio non potrà mai deliberare, anche all’unanimità, la nomina di un amministratore non in regola con gli obblighi di aggiornamento professionale, in difformità a quanto disposto dell’articolo 71 bis, delle Disposizioni di Attuazione al Codice Civile.

L’amministratore di condominio professionista, che attesta il falso comunicando di essere in regola con gli obblighi di formazione professionale, incorre anche nel reato di truffa (Art. 640 del Codice Penale).

Altri reati per cui può essere perseguibile sono: l’appropriazione indebita (Art. 646 del Codice Penale), punibile con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032, e la falsità in scrittura privata (Art. 485 del Codice Penale) punibile con la reclusione da sei mesi a tre anni.

È importante che gli amministratori di condominio professionisti siano consapevoli delle conseguenze giuridiche che porta la violazione degli obblighi di aggiornamento professionale.

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