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Ritenuta d’acconto condominio quando si può utilizzare per i pagamenti

Ritenuta d'acconto Condominio

Ritenuta d’acconto condominio: possibile o meno utilizzarla per i pagamenti condominiali?

Secondo il D.P.R. 600/1973, il Condominio è un sostituto d’imposta e Il sostituto d’imposta, dunque, è obbligato al pagamento di imposte in luogo del sostituito percettore di reddito e per tale ragione trattiene una parte delle somme determinate dalla legge e le versa allo Stato a titolo di imposta o di acconto d’imposta.

Ritenuta d’acconto condominio- come funziona?

Il Condominio, che come detto è sostituto d’imposta, assolve tale onere di natura tributaria mediante l’azione degli amministratori, obbligati per legge a trattenere le somme da versare successivamente nelle casse dello Stato. La misura degli importi da ritenere a titolo d’imposta o di acconto d’imposta varia in relazione all’attività lavorativa svolta dal sostituito e va riversata dal sostituto entro termini prestabiliti. Ad esempio, se si tratta di lavoro dipendente, l’art. 23 del D.P.R. 600/1973 prescrive che il Condominio deve operare una ritenuta determinata in ragione del compenso riconosciuto al lavoratore dipendente. La ritenuta così effettuata va poi versata entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è stata operata.

Se si tratta di lavoro autonomo, invece, trova applicazione l’art. 25 della normativa succitata, secondo cui gli stessi soggetti previsti dall’art. 23 e quindi anche l’amministratore di condominio in relazione a prestazioni di lavoro autonomo, ancorché non esercitate abitualmente, «devono operare all’atto del pagamento una ritenuta del 20 per cento a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta dai percipienti». Così, a mero titolo esemplificativo, il Condominio deve operare una ritenuta alla fonte del 20 % dell’imponibile se si avvale dell’attività professionale di avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e prestatori di lavoro autonomo in generale.

Tale disposizione, poi, specifica che la predetta ritenuta dev’essere operata dal medesimo Condominio sui compensi spettanti all’amministratore. In altre parole, nell’autoliquidarsi il compenso, l’amministratore condominiale deve operare una ritenuta d’acconto sugli importi percepiti in qualità di legale rappresentante del Condominio. Come nel caso di redditi da lavoro dipendente, la ritenuta in esame va versata entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è stata operata.

Particolare menzione merita, infine, l’art. 25-ter del D.P.R. 600/1973, laddove al primo comma precisa che il Condominio, nella sua qualità di sostituto di imposta, all’atto del pagamento di corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti di appalto di opere o servizi (anche se rese a terzi o nell’interesse di terzi, effettuate nell’esercizio di impresa) deve operare una ritenuta del 4 % a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dal percipiente. Tale ritenuta normalmente (ma non sempre) va versata entro il giorno 16 del mese successivo.

Al riguardo, il comma 2 –bis dell’art. 25-ter specifica che «il versamento della ritenuta di cui al comma 1 è effettuato dal condominio quale sostituto d’imposta quando l’ammontare delle ritenute operate raggiunga l’importo di euro 500. Il condominio è comunque tenuto all’obbligo di versamento entro il 30 giugno e il 20 dicembre di ogni anno anche qualora non sia stato raggiunto l’importo stabilito al primo periodo».

Da ultimo, va anche osservato che secondo l’Agenzia delle Entrate che si espressa sull’art. 25-ter in una propria circolare del 2007 «…..la norma trova applicazione per le prestazioni convenute nei contratti d’opera in generale e, in particolare, nei contratti che comportano l’assunzione, nei confronti del committente, di un’obbligazione avente ad oggetto la realizzazione, dietro corrispettivo, di un’opera o servizio, nonché l’assunzione diretta, da parte del prestatore d’opera, del rischio connesso con l’attività, svolta senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente» (Circolare Agenzia delle Entrate del 7 febbraio 2007 n. 7).