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I rumori molesti in condominio sono tra le principali cause di problematiche e contenziosi.

Rumori molesti in condominio: la clausola di assoluto silenzio

Rumori molesti in condominio: la clausola di assoluto silenzio

I rumori molesti in condominio sono tra le principali cause di contenziosi.  Dei possibili problemi collegati alla mancanza di regolamentazione abbiamo parlato in un precedente articolo, consultabile a questo link.

Per disciplinare a monte l’insorgere di problematiche, è sempre più diffusa la pratica di inserire nel regolamento condominiale la clausola di assoluto silenzio.

La clausola di assoluto silenzio obbliga i condomini ad evitare ogni forma di rumore. L’obbligo può essere imposto in fasce orarie predeterminate fasce orarie: è consuetudine quindi che coincida con le ore notturne e spesso con quelle del primo pomeriggio.

Tuttavia il concetto di assoluto silenzio non è cosi chiaramente determinabile.

Sono senz’altro violazione della clausola i rumori molesti conclamati, come  quelli generati da lavatrice, lavastoviglie, televisione o radio ad alto volume, strumenti musicali. Ma l’emissione sonora è comunque difficilmente eliminabile in modo assoluto, e la percezione del rumore è d’altro canto molto soggettiva.

Nel caso un condomino ritenga violata la clausola di assoluto silenzio, dovrà rivolgersi all’amministratore portando elementi di prova. L’amministratore, oltre che valutare la situazione e l’eventuale violazione, potrà poi agire solo con una diffida scritta nei confronti del condomino inadempiente. Se il regolamento lo prevede, poi, potrà applicare l’eventuale sanzione.

Se il condòmino parte lesa desideri invece un risarcimento per un danno prodotto dall’emissione di rumori molesti, è obbligato a rivolgersi direttamente al giudice civile. Solo nei casi più gravi, la legge fornisce lo strumento della querela per il reato previsto dall’art. 659 del codice penale (disturbo delle occupazioni o del riposo).

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