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Si può cambiare il colore del condominio?

colore

Usura e intemperie scrostano nel tempo la vernice esterna dei condomìni, mostrando antiestetiche crepe e perdita di pezzi di vernice.  Si pone quindi prima o poi il problema di riverniciare la facciata esterna dell’edificio: cosa devono fare i condomini e soprattutto possono cambiare il colore dell’edificio?

Innanzitutto occorre tenere conto che il colore originario è stato scelto secondo due principi:

  • eventuali norme edilizie di ambito locale, che determinano le gamme di colori da poter utilizzare
  • scelta personale del costruttore

Il secondo fattore di cui tenere conto è che si tratta di una parte comune, quindi la decisione deve essere presa dall’assemblea di condominio. Né l’amministratore, né tantomeno il singolo condomino, possono scegliere autonomamente di riverniciare le pareti o in generale modificarne l’aspetto.

I condomini che si trovano di fronte a questo problema devono valutare che questo tipo di intervento è di  manutenzione straordinaria, considerando il notevole lavoro e le spese che ne conseguono, anche se a livello edilizio è considerato come manutenzione ordinaria. Di conseguenza occorre il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti che  rappresentino almeno la metà del valore millesimale dell’edificio.

Nel caso in cui un condomino non fosse d’accordo, egli ha due possibilità di contestazione: la mancanza del quorum per prendere la decisione (o altri vizi di forma); in alternativa, può appellarsi all’alterazione del decoro, che arrechi peggioramento all’ estetica dell’edificio. Nel primo caso la delibera diventa annullabile, mentre nel secondo diventa nulla.

La procedura appena descritta è la stessa anche per la modifica del colore di qualsiasi parte comune (pareti interne, androne delle scale,  pianerottoli, ecc..)

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