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Vademecum Enea per ottenere l’ecobonus

Vademecum Enea

Nell’articolo un piccolo Vademecum Enea per comprendere quali sono  i documenti da presentare  al fine di poter utilizzare le detrazioni fiscali dell’ecobonus, equivalenti all’85% sulle parti comuni.

Da cosa partire?

In primis è necessario partire da una certificazione da parte di un tecnico abilitato, redatta seguendo determinati canoni prefissati, che sono riassunti appunto nel Vademecum Enea per la riqualificazione energetica delle parti in comune e degli edifici condominiali.

 

Come va redatta la certificazione per la riqualificazione energetica condominiale?

La certificazione va redatta tenendo in considerazione che gli interventi sulle parti comuni si distinguono in:

1)     Interventi di riqualificazione energetica sulla superficie dell’edificio che abbia una incidenza di superficie disperdente superiore al 25%, intervento per il quale spetterebbe una detrazione fiscale del 70%

2)    Interventi di riqualificazione energetica che interessino la superficie dell’edificio con incidenza superiore al 25% volta a migliorare le prestazioni energetiche invernali ed estive, per il quale è previsto una detrazione fiscale del 75%

3)    Interventi volti a ridurre di una classe il rischio sismico (detrazione fiscale dell’80%)

4)    Interventi volti a ridurre di due classi il rischio sismico (detrazione fiscale dell’85%)

La certificazione quindi avrà le sue specifiche regole a seconda degli interventi su menzionati:

  • CASO 1- La certificazione deve contenere:
  • Dichiarazione che l’intervento riguarda parti comuni dell’edificio e vi sia un 25% di incidenza della dispersione sulla superficie verso l’interno o l’esterno, e/o verso vani che non vengono riscaldati e/o verso il terreno
  • I valori delle trasmittanze termiche di elementi strutturali nuovi
  • Verifica che tali valori rispettino i limiti riportati menzionati nella tabella 2 DEL DM 26 gennaio 2010;
  • Valori di gtot delle schermature solari qualora queste siano state precedentemente installate

Caso 2), la certificazione dovrà contenere le informazioni menzionate nel caso 1 e in aggiunta:
–  dichiarazione che la superficie esterna dell’intero edificio avesse una qualità in termini di prestazioni energetiche basse, prima della realizzazione degli interventi, e che dopo gli interventi sia stato possibile raggiungere una qualità media.;
– copia degli APE, gli attestati di prestazione energetica di tutto l’ edificio, redatti prima e dopo l’intervento.

Per quanto concerne i casi 3) e 4), bisogna presentare non solo  la documentazione relativa alla riqualificazione energetica come su menzionato, ma anche presentare la certificazione dell’Allegato B del  DM 58/2017  in cui si attesta la classe di rischio pre e post intervento.

Vale invece per tutte le certificazioni di tipo 1, 2 3 e 4 : dichiarazione che gli interventi realizzati siano stati fatti nel rispetto della legge e delle normative locali e nazionali.
– una copia degli APE per ogni singola unità per la quale si richiede la detrazione.

-copia delle relazioni tecniche necessarie, come specificato nell’articolo 8. Comma1 del Dlgs 192/2005 e s.m.i.;
E in più:
– versione originale della Scheda descrittiva dell’intervento, che sia stata redatta da un tcnico abilitato e poi inviata all’Enea

– schede tecniche dei materiali e dei componenti utilizzati.

Qualora l’attestazione riportata dal tecnico non sia veritiera, si perde la possibilità di poter avere accesso al bonus, e/o decade immediatamente il beneficio.

 LA SCHEDA DELL’INTERVENTO

E’ raccomandato inoltre che per ogni intervento il tecnico rediga e firmi la scheda tecnica, descrittiva dell’intervento, che dovrà essere inviata caricandola online sul sito dell’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
La certificazione per ottenere il bonus invece srà conservata dal cliente e con essa anche:

  • Fatture delle spese sostenute
  • Delibera assemblea sull’esecuzione dei lavori
  • Ricevuta bonifico che rechi riferimento alla legge finanziaria 2007, data fattura codice fiscale del richiedente la detrazione o se disponibile p.iva,
  • Codice CPID, cioè di avvenuto invio della documentazione all’Enea